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Il governo Tymošenko sfiduciato dal Parlamento ucraino, si è dimesso
KYIV, 3 marzo. Come era stato profetizzato dal presidente dell'assemblea Lytvyn il giorno precedente, il governo di Julija Tymošenko non ha raccolto i voti sufficienti per contrastare la mozione di sfiducia che è passata con 243 voti su 450. Tra questi, almeno 7 sono di franchi tiratori del Blocco Tymošenko.
Ora il presidente neoeletto Janukovyč ha 30 giorni per formare una coalizione di governo e 60 giorni per varare il nuovo governo. Janukovyč ha incaricato di iniziare le consultazioni Mykola Azarov, vicepresidente del suo partito, il Partito delle Regioni. Se in questo periodo non dovesse risultare possibile formare una coalizione di governo, sarà necessario indire nuove elezioni politiche.
Il primo viaggio del neo-presidente ucraino Janukovyč è stato a Bruxelles, per presentarsi all'Europa

BRUXELLES, 1 marzo. E' stato un forte segnale d'apertura all'occidente quello che ha voluto lanciare Janukovyč, il neoeletto presidente della repubblica ucraina, che per la sua prima visita ufficiale ha scelto d'incontrare il capo della Commissione europea Barroso ritardando così la visita al Cremlino prevista appena venerdì prossimo.
Durante l'incontro Janukovyč ha voluto innanzitutto rassicurare l'Europa sulla distribuzione del gas visto che sarà in progetto una ridefinizione degli accordi presi precedentemente da Tymošenko con la Russia e giudicati "sfavorevoli" per l'Ucraina. Per quanto riguarda la possibilità d'avvicinamento all'Alleanza atlantica, Janukovyč è sembrato piuttosto cauto: " qualsiasi nuovo passo dipenderà da ulteriori negoziati", ha detto. Messaggio di piena apertura invece per l'Europa e ribadita volontà di lavorare per raggiungere l'obiettivo di integrazione al progetto europeo. Barroso, dal canto suo ha voluto sottolineare che per l'Ucraina la strada che porta all'Europa sarà tutt'altro che agevole: "L'Ucraina è un Paese molto importante dal punto di vista della storia, della civiltà, della sua cultura - ha detto - ma per quanto riguarda l'adesione, piuttosto che discutere di possibili date per l'ingresso è meglio concentrarsi ora sulle riforme che l'Ucraina deve realizzare e che l'avvicineranno all'Europa".
Intanto mercoledì la Rada voterà la fiducia al governo, se il numero di voti dei sostenitori di Tymošenko saranno sufficienti alla maggioranza, il neopresidente dovrà aspettarsi un periodo di difficile convivenza istituzionale oppure dovrà pensare allo scioglimento della Camera e a indire nuove elezioni. Entrambe le prospettive giocano contro gli interessi nazionali che vorrebbero, in un momento di crisi, stabilità e coesione per poter trasmettere agli investitori stranieri e al Fondo Monetario Internazionale maggior fiducia favorendo così l'ingresso di nuova liquidità nelle casse dello Stato.
L'appello televisivo di Tymošenko alla nazione
KYIV, 22 febbraio. In un messaggio televisivo trasmesso a reti unificate, il premier ucraino Julija Tymošenko ha rivolto un drammatico appello al paese perché non riconosca Viktor Janukovyč, che si prepara a essere proclamato ufficialmente presidente giovedì 25 febbraio.
Nel suo messaggio, Tymošenko ha accusato il rivale Janukovyč di avere imbrogliato le carte e ha dichiarato che non intende riconoscerlo come presidente dell'Ucraina; venerdì scorso Tymošenko, che ha ottenuto il 45% dei voti, ha ritirato un'istanza presentata alla Corte amministrativa suprema contro la Commissione elettorale centrale, in quanto la Corte non aveva ammesso alcune delle prove presentate. La motivazione addotta da Tymošenko è stata che la Corte amministrativa suprema è schierata pregiudizialmente a favore di Janukovyč.
Tymošenko si prepara a chiedere un voto di fiducia per il suo governo in Parlamento, ben sapendo che fin dal varo del suo governo ha potuto contare su un'esigua maggioranza (226 voti su 450) e che molto probabilmente molti deputati dell'altro partito della coalizione (il Blocco "Ucraina nostra" di Viktor Yuščenko, il presidente uscente) voteranno contro di lei per sostenere il Partito delle Regioni del neopresidente Janukovyč. Il Partito delle Regioni potrebbe formare una nuova coalizione governativa solo con l'appoggio del Blocco "Ucraina nostra". Se questo non sarà possibile, sarà necessario andare a elezioni anticipate.
Nel frattempo alcuni movimenti nazionalisti ucraini hanno protestato e hanno indetto per giovedì prossimo un raduno di fronte al Parlamento ucraino: Janukovyč è stato votato prevalentemente nelle regioni orientali del paese, nelle quali è più forte la minoranza russa.
Yanukovyč nomina i candidati che potrebbero soppiantare Julija Tymošenko e riceve la consacrazione del Primate della Chiesa ucraina
KYIV, 21 febbraio 2010. Il presidente eletto Viktor Janukovyč ha indicato i tre candidati a prendere il posto di primo ministro dopo le dimissioni di Julija Tymošenko. I tre candidati sono Mykola Azarov (Partito delle Regioni), Sergei Tyhypko ("Ucraina forte") e Arsenij Jacenjuk (del Blocco "Ucraina nostra" del presidente uscente Yuščenko, che appena cinque anni fa ha strappato la presidenza a Janukovyč durante la Rivoluzione arancione). In un'intervista alla tv ucraina il presidente eletto ha anche detto che la scelta finale dipenderà da come sarà possibile formare una nuova coalizione in Parlamento.
Mentre Azarov, uno dei fondatori del Partito delle Regioni di cui è attualmente vicepresidente, garantirebbe al neoeletto presidente Yanukovic un sicuro controllo verticale del potere statale (anche se il suo governo avrebbe bisogno di un appoggio esterno) gli altri due candidati hanno raggiunto rispettivamente il terzo e il quarto posto al primo turno delle elezioni presidenzali. A Azarov, da molti anni consulente economico di Janukovyč , si rimprovera tra l'altro di non avere mai usato la lingua ucraina nei discorsi ufficiali da quando è arrivato a Kyiv da Mosca nel 1984, all'età di 36 anni. L'alternativa, se non sarà possibile formare un governo con questi presupposti, sarà quella di andare alle elezioni anticipate, prolungando così il periodo di instabilità politica.
Intanto il presidente eletto è stato ricevuto dal Metropolita Volodymyr, il Primate della Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca, che ha donato a Janukovyč una copia del Vangelo del 1561 su cui hanno giurato tutti i presidenti d'Ucraina e che fu donata dall'etmano Ivan Mazepa alla cattedrale di Perejaslav nel 1701. A Janukovyč è stata data l'opportunità di prendere la parola nella Chiesa della Pečerska Lavra, il più importante complesso monastico ortodosso di tutta l'Ucraina, a Kyiv. Durante il suo discorso ha ringraziato Dio per il fatto che in Ucraina, finalmente, inizieranno la pace e la stabilità e sarà possibile costruire un paese forte, i cui abitanti prospereranno. La proclamazione ufficiale del nuovo presidente è prevista per il 25 febbraio.
Il lago di sostanze tossiche presso Kaluš
Una catastrofe ambientale annunciata. Un'emergenza evitabile. Un danno ecologico multinazionale. Da anni oramai si sa che le fabbriche di Kaluš, in Ucraina sudoccidentale, hanno innescato una bomba a orologeria per il bacino idrico del basso Nistro, un fiume lungo il quale vivono circa 10 milioni di persone. Una fabbrica di fertilizzanti, la società Kaliyniy Zavod con sede a Kaluš, è una dei più importanti produttori di potassio e ha creato un lago di rifiuti chimici e tossici che potrebbero raggiungere le acque del fiume Nistro contaminando un'area molto vasta. La Kaliyniy Zavod ha accumulato in un lago a cielo aperto enormi quantità di rifiuti tossici (si parla di potassio e di 12mila tonnellate di esaclorobenzene, un composto cancerogeno e tossico per gli organismi acquatici). Ma sembra che le autorità non intendano fare niente per evitare che questi veleni penetrino nelle falde freatiche. "Il governo di Kiev non può porre rimedio al disastro ambientale di Kaluš facendo ricorso a fondi di bilancio per evitare di compromettere il sistema finanziario nazionale" ha riferito il ministro delle finanze Umansky "perché c'è il rischio di danneggiare il sistema finanziario del paese".
CURIOSITA'
Colpo grosso a Parigi: rapinata la figlia del sindaco di Kyiv, aveva con sè gioielli per 4,5 milioni di euro
PARIGI, 15 febbraio. Kristina Chernovetskaya, figlia del sindaco di Kyiv, è stata derubata di gioielli per un valore compessivo di 4,5 milioni di euro mentre si trovava all'interno di una limousine bloccata nel traffico. Era appena arrivata all'aeroporto Charles De Gaulle di Parigi. Suo padre, Leonid Chernovetskyi, prima di diventare sindaco della capitale ucraina era un uomo d'affari, fondatore e azionista della Pravex Bank, una delle maggiori banche del paese. Filantropo, attento alle condizioni dei senzatetto è stato deputato alla Rada ed è il leader del Partito Cristiano Liberale. Nel 2009 ha comprato la squadra di calcio FC Arsenal Kiev per una hryvnia dal collega uomo d'affari Vadim Rabinovič, nello stesso anno ha inciso un cd di "canzoni popolari degli anni '80" da lui stesso cantate.
Non è la prima volta che Leonid Chernovetskyi deve fare i conti con le complicazioni derivanti dalla notorietà e dal successo. Quand'era ai vertici della Pravex Bank, è stato accusato di sottoporre i dipendenti neoassunti alla macchina della verità e di impiegare metodi coercitivi per il recupero di crediti. Tuttavia, la banca è risultata essere uno degli istituti finanziari più redditizi in Ucraina, nonostante la forte concorrenza da parte delle banche di proprietà straniera.